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Al fine di favorire la riflessione e il coordinamento di varie associazioni nazionali che si interessano alla comunicazione, è stato costituito il Copercom (Coordinamento per la comunicazione)
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2012
Sì, la parola resta regina PDF Stampa E-mail
di Domenico Volpi - Silenzio e Parola X   
Ragazza_che_legge_in_riva_al_fiumePubblichiamo la riflessione di Domenico Volpi sul messaggio di Benedetto XVI per la 46ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Fondatore del Gruppo di servizio per la letteratura giovanile, Volpi ha diretto, dal 1948 al 1966, il settimanale per ragazzi “Il Vittorioso”, che riunì le migliori firme del giornalismo giovanile e contribuì a creare la scuola italiana del fumetto.

Ragazzi e silenzio formano quasi un ossimoro. I bambini gridano naturalmente per affermare la loro presenza nei confronti dei coetanei e degli adulti. Giochi, richieste, capricci, sono tutti ad alta voce.
Eppure, oggi prevale il mutismo. Non il silenzio, si badi. I ragazzi diventano muti perché lasciano troppo parlare gli altri: televisione e nuovi media sono usati sempre al massimo: alto volume, lungo tempo.
Passività davanti agli schermi e ai flussi musicali infilati nell’orecchio, attività solitaria davanti ai computer con l’illusione di contattare gli altri, che restano solo “amici” virtuali.
In questa nostra società del chiasso, si può però trovare il silenzio nella lettura individuale, quando chi legge s’immerge nelle pagine e nell’atmosfera di un racconto, s’impersona nei protagonisti e ne vive le esperienze. Purtroppo le statistiche più recenti ci dicono che il 41,6% dei 6-17enni non legge neppure un libro l’anno.
Consapevole di questa situazione, il Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile opera per valorizzare la parola, creatrice di nuovi pensieri, e la lettura, creatrice di silenzio interiore e di immagini originali diverse da persona a persona. Come? Abbiamo coinvolto decine di migliaia di ragazzi negli Incontri con l’Autore e migliaia di insegnanti in conferenze, corsi di aggiornamento, convegni, concorsi di creatività, animazioni. Pubblichiamo un trimestrale, “Pagine Giovani”, nel quale offriamo articoli di approfondimento e aggiornamento sui problemi della lettura e dell’editoria, schede di recensioni di libri per ragazzi e per educatori, notizie di attività di animazione e un apprezzato dossier monotematico su autori e temi. Ha favorito inoltre la nascita del giornalino multiculturale per bambini "5perché”.
Anche se riteniamo il libro di carta uno strumento privilegiato, proprio per il suo uso intimo e silenzioso, non ci agitiamo per essere una sorta di Wwf del libro ma esaltiamo il valore della parola, su qualunque supporto appaia o risuoni.
Che sia trasmessa dalla voce umana o dalla radio, che sia scritta sulle pagine del libro o sullo schermo del computer, la parola resta la regina della comunicazione. Necessaria, insopprimibile. Escluse la pittura e la musica, arti pure, ogni altro sistema comunicativo ha bisogno della parola per nascere e per esprimersi: progetti, trame, sceneggiature, dialoghi, istruzioni tecniche sono prima espressi in parole e poi realizzati nei vari linguaggi dei media.
La parola orale mette in comunicazione diretta le persone, le mette in vibrazione, aggiungendo al suono labiale l’intonazione, le pause, i gesti, è strumento di contatto umano “autentico”, non assimilabile al chattare sul computer. Il parlare ci rende sociali, l’ascoltare ci rende umili.
La parola scritta ci immette nella corrente della storia: trasmette conquiste ed errori del passato, fa capire il presente, progetta il futuro. Ogni parola suscita immagini mentali diverse da quelle altrui, accendendo il canale televisivo che fa parte del nostro cervello.
Amiamo le parole. Lasciamoci catturare dal gioco mutevole e mutabile dei segni e dei significati, dalla musica delle frasi, dalla ricchezza dei contenuti, dai sentimenti che suscitano.
Parole amiche, che stimolano o informano, emozionano o coinvolgono.
Parole piene di ideali e di impegno, di allegria e di dolore, di avventura e di mistero, di un tremito o di un bagliore.
Parole attraverso le quali noi possiamo vivere invece di trascorrere la vita a guardar vivere gli altri.
Parole per giocare, parole per sapere, parole per uscire da sé e incontrare altri parlanti, parole per rientrare nella coscienza per conoscerci e sapere chi siamo. E anche per esplorare il mistero che è la capacità di esprimere parole in italiano o in cinese, in swahili o in arabo, con mille suoni diversi e cento grafie, segni neri sulla carta che corrispondono a suoni labiali di genti di ogni paese, capaci di esprimere l’amore e il dolore, i voli e le cadute, il mondo intero e il cuore di un solo uomo.
Signori e signore, chiediamo la parola.

Per il profilo di Domenico Volpi clicca qui.

 
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