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I cristiani devono sentirsi responsabili di fronte ai mondi della comunicazione, dell’educazione e delle scienze, per far sentire la presenza della Chiesa nella società e animare con intelligenza, nel rispetto della loro legittima autonomia, i diversi linguaggi dell’arena pubblica
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Copercom con Bagnasco
Il Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) si associa alla preoccupazione espressa dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che...
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Sì a legge su fine vita
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Delle Foglie: nuovo presidente Copercom
“Ascoltare, dialogare e promuovere. Sono le tre linee guida che dovranno caratterizzare l’attività futura del Coordinamento per un impegno comune”. È l’invito...
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Editoriali e commenti
05
Jun
2012
Radio cattoliche, vicine alla gente PDF Stampa E-mail
di Giacomo Gambassi   
radio_maria_padre_livioPuntano sui giovani, sulle élite e sul pubblico maschile che è in auto per lavoro. Ma lasciano ai margini anziani e madri di famiglia che trascorrono le giornate fra le mura domestiche. Le radio italiane guardano ai segmenti «rampanti» della popolazione che, scorrendo i dati dell’indagine «Radio Monitor» presentata ieri a Milano da Gfk-Eurisko, sono il nocciolo duro dei dieci network nazionali più ascoltati della Penisola e che rappresentano anche un’ottima piazza commerciale.
Non lo sono, invece, quelle parti di pubblico che hanno come riferimento la casa. Un segmento che, però, sta a cuore alle emittenti di ispirazione cattolica, in campo con le loro antenne per proporre palinsesti nel segno dell’inclusione. E il riscontro in termini d’ascolto c’è tutto. Come dimostra il caso di Radio Maria (nella foto il direttore padre Livio Fanzaga). Con il suo milione e mezzo di ascoltatori al giorno, l’emittente occupa la quattordicesima posizione nella classifica nazionale di Gfk-Eurisko. E la sua platea è un’eccezione rispetto a quella delle altre radio «leader»: infatti ha al centro chi è trascurato altrove, come il pubblico femminile o dei pensionati. Un’analoga attenzione arriva dalle emittenti locali nate all’ombra del campanile che si sono affermate sul territorio come «voci» vicine alla gente.
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04
Jun
2012
Fb fa votare 900 milioni di iscritti PDF Stampa E-mail
di Beppe Severgnini   
PiFacebook_Timelineù che un sondaggio, è un referendum. Facebook, il social network più frequentato del mondo (oltre 900 milioni di iscritti), vuole sapere se può spingersi oltre, nella raccolta e condivisione dei dati personali.
Cosa spinge la creatura di Mark Zuckerberg (nella foto) a lanciarsi in questa sfida dal risultato incerto? Il senso di responsabilità, certo. Il gusto del futuro, ovvio. Ma anche la paura. La paura di sentirsi dire: ehi, stai vendendo ciò che non possiedi!
Andiamo con ordine. Facebook, prima di continuare a scavare nella nostra privacy in cerca delle preziose informazioni care ai pubblicitari, ha deciso d'interpellare gli iscritti, che di quelle informazioni sono i titolari. Le novità riguardano nuove sezioni, diverse impostazioni delle pagine e strumenti per gli amministratori. Si parla della possibilità di utilizzare le informazioni anche al di fuori della piattaforma. Si discute (di nuovo) della «Timeline», per decidere se mantenere il nuovo aspetto del social network o tornare alla vecchia formula. Si discute, in sostanza, della Data Use Policy (per dirla in milanese moderno, tuttora in uso anche qui negli Stati Uniti).
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03
Jun
2012
Un rapporto da ricostruire PDF Stampa E-mail
di Francesco Bonini   
Famiglia_4Semplicemente è il momento di “rendere giustizia alla famiglia”. Si può forse riassumere così l’impegno che emerge dall’incontro mondiale di Milano.
Parlando alle autorità politiche e amministrative e, poi, nel dialogo con il popolo delle famiglie, il Papa offre un quadro sistematico, che parte e arriva alla persona concreta, alle situazioni di ogni giorno.
Lo Stato, spiega Benedetto XVI, è a servizio e a tutela della persona e del suo ben essere, che ha appunto al centro la famiglia, quella giusta, quella “normale”, che pure fa fatica, tanta fatica a essere riconosciuta e supportata. Eppure uno dei risultati dell’incontro mondiale di Milano è proprio la scoperta che, mentre si fa un gran parlare, nel sistema della comunicazione, di famiglie al plurale, si rischia di perdere il grande bene che per la società è la famiglia fondata sul matrimonio e aperta alla vita. Di cui si sono toccate con mano l’importanza e la vitalità. Insomma, a forza di lavorare sulle eccezioni si rischia di smarrire la regola, con costi potenzialmente sempre più elevati.
Il discorso del Papa, tuttavia, è tutto in positivo. La rivendicazione per la famiglia è all’interno di un sistema di buon governo che non ha nessun carattere confessionale.
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