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I cristiani devono sentirsi responsabili di fronte ai mondi della comunicazione, dell’educazione e delle scienze, per far sentire la presenza della Chiesa nella società e animare con intelligenza, nel rispetto della loro legittima autonomia, i diversi linguaggi dell’arena pubblica
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Copercom con Bagnasco
Il Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) si associa alla preoccupazione espressa dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che...
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Sì a legge su fine vita
Il tavolo dei presidenti del Copercom (Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione) ha approvato il seguente Ordine del giorno in relazione al dibattito...
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Delle Foglie: nuovo presidente Copercom
“Ascoltare, dialogare e promuovere. Sono le tre linee guida che dovranno caratterizzare l’attività futura del Coordinamento per un impegno comune”. È l’invito...
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Editoriali e commenti
28
May
2012
Il peccato del clericalismo... PDF Stampa E-mail
di Domenico Delle Foglie   
Fontana_di_Piazza_San_PietroNon so a voi, ma a me ieri è capitato di ascoltare una omelia saggia e coraggiosa. Io sono uno di quei venti italiani su cento che ogni santa domenica cerca di andare a messa. E ascolta il commento alla Parola di Dio, talvolta con curiosità e interesse, qualche volta con sussiego intellettuale e in qualche caso persino con noia. No, ieri non c'era proprio modo di annoiarsi. Ieri era la Pentecoste, ovvero la discesa dello Spirito Santo che duemila anni fa segnò la nascita della Chiesa. Il parroco avrebbe potuto tranquillamente cavarsela con la più sana dottrina e finirla lì. No, don Carlo (nome di fantasia) non se l'è sentita di far finta di nulla e che nella Chiesa cattolica tutto fili liscio come l'olio. Lui ha preso di petto la questione delle lotte intestine che sembrano fare a brandelli la Chiesa e ha raccontato una storia.
Ve la riporto come lui l'ha raccontata, comprese le inevitabili imprecisioni storiche: il Segretario di Stato vaticano ai tempi di Napoleone venne a sapere che l'Imperatore di Francia aveva deciso di distruggere la Chiesa. Decise così di mandargli un messaggio di questo tenore: "Non ci sono riusciti i cardinali a demolirla...". L'atmosfera in chiesa si è subito rilassata, insieme con il sorriso strappato a tutti. La decisione del parroco di affrontare senza remore la vicenda dei "corvi", di raccontare il suo e nostro sgomento, di rassicurare i fedeli con le stesse parole del Papa ("la Chiesa è fondata sulla roccia che è Gesù"), è la scelta di un uomo saggio che sa bene quanto bruci la ferita nella coscienza di chi crede nella Chiesa e la considera una madre.
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28
May
2012
«On demand»: così cambia la tv PDF Stampa E-mail
di Aldo Grasso   
Tv_on_demandCome stanno cambiando i consumi della tv nell'anno - il 2012 - del definitivo approdo al digitale? Come in altri Paesi europei, il sistema tv si sta avviando verso una duplice articolazione, secondo la proporzione 70/30. Il 70% è lo share medio che, in prime time come nell'intero giorno, caratterizza i sette tradizionali canali generalisti. Sul 30% di share, invece, si attestano le cosiddette «altre», quel paniere abbondante che comprende i canali free «nativi» digitali, le pay-tv di Sky e Mediaset, oltre alle tradizionali reti locali. Nell'ultimo mese di maggio, sono stati in particolare i canali pay a far registrare ottimi andamenti, grazie soprattutto ai «generi premium» per eccellenza, quali lo sport in diretta e il cinema.
Superato decisamente il canone del 70/30, ad esempio, il 6 maggio, con le «altre» che hanno raggranellato oltre il 40% dello share televisivo: è lo sport, e il calcio, il fattore decisivo, come sempre nella storia della tv. Quel giorno, la «serata scudetto» della Juventus premia particolarmente le pay (ma anche le locali che commentano): mentre Raiuno affonda assieme al suo «Titanic», la piattaforma Sky supera, col 15% di share, l'ammiraglia del servizio pubblico.
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27
May
2012
Media e Chiesa, per altri percorsi PDF Stampa E-mail
di Paolo Bustaffa   
Cupola_di_San_PietroLe notizie sul Vaticano continuano a occupare le aperture e le pagine dei media. La gente vede, legge, ascolta e riflette. Il pensiero va soprattutto al Papa. Così fragile e così forte. Per primo aveva parlato dei rischi interni alla Chiesa e per primo aveva preso iniziative di straordinaria efficacia contro il male e l’errore. Per primo, in un tempo di disorientamento, aveva chiesto (e chiede ancor oggi) di non perdere l’unico riferimento che conta nella vita: Dio. Non ha avuto paura nel far udire la sua voce, con quel linguaggio fatto di profondità, di fermezza e di mitezza, neppure su laceranti questioni interne. Troppo a cuore gli sta la trasparenza, la bellezza, il profumo della casa di Dio. La gente conosce questa sua passione e soffre come lui e con lui per quanto sta accadendo.
La gente sa distinguere i fatti, i commenti e le analisi dei media, da una realtà, la Chiesa, che non può essere ingabbiata negli schemi di un’informazione unidirezionale. La gente non si lascia travolgere dal torrente mediatico così come non chiude gli occhi di fronte a fatti che turbano profondamente. Al contrario li apre ancor più. Non censura titoli, parole e immagini ma non si lascia prendere da confusioni e approssimazioni: conosce il Papa e la Chiesa. Ed è questa conoscenza, non formale, a consentire anche un giudizio sull’informazione, sull’interpretazione e sui commenti dei cosiddetti esperti di cose vaticane.
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