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I cristiani devono sentirsi responsabili di fronte ai mondi della comunicazione, dell’educazione e delle scienze, per far sentire la presenza della Chiesa nella società e animare con intelligenza, nel rispetto della loro legittima autonomia, i diversi linguaggi dell’arena pubblica
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2012
Fabriano, famiglia al naturale PDF Stampa E-mail
di Carlo Cammoranesi   
Convegno_FiscSfuggiamo da ogni retorica esaltatoria nell’abbassare il sipario del convegno nazionale Fisc per cogliere, invece, i prodromi di un’occasione di rilancio della nostra marginalizzata carta stampata cattolica. Per tre giorni, tra Fabriano e Matelica, si è dispiegata una mirabile sinergia di pubblico-privato. Con le amministrazioni comunali che hanno compreso la valenza di un appuntamento che ha richiamato in diocesi, da tutta Italia, oltre 150 giornalisti dei periodici cattolici. Con i marchi aziendali del territorio che hanno altresì intuito che spesso l’investimento va fatto anche per sostenere iniziative capaci di veicolare il turismo vero. Un turismo fatto sì di accoglienza, di fruizione di beni culturali (Museo della Carta e Filigrana in primis) architettonici o naturali (come le sempre incantevoli Grotte di Frasassi), ma anche di tavole rotonde e momenti di riflessione di forte cabotaggio, grazie alla presenza di voci autorevoli. Con l’aggiunta della chicca del concerto, tutto originale, del maestro Giovanni Allevi in un Teatro Gentile stracolmo (oltre 1.000 persone, utilizzando anche uno schermo gigante esterno). Così è stato in questo lembo della dorsale appenninica umbro-marchigiana, dove si è davvero messa a nudo la questione famiglia, senza troppi turiboli incensatori, ma evidenziando quelle urgenze, nel campo lavorativo, scolastico e sportivo, che consentono una più chiara visione del problema. Non servono vetrine o cornici mediatiche ad hoc per oliare al meglio i meccanismi di un’emergenza che ha bisogno, appunto, di altro. Di emergenza si tratta. E non è scontato che i direttori di quasi tutte le testate della Fisc (ma non solo, perché erano presenti anche il Sir, Avvenire, l’Ucsi ed il Copercom) si ricompattino, in una stagione non particolarmente felice per le loro sorti, per individuare piste di lavoro e proposte operative sul tema dibattuto, manifestando unità di intenti e volontà di intervento per disincagliare il termine famiglia dalle pastoie della demagogia e del deja vu. Inutile, poi, sgranare il rosario tutto laico delle lamentele sul perché i giovani storcono il naso quando devono pensare al grande passo affettivo o perché le coppie di fresco matrimonio attendono un bel po’ prima di allargare il proprio nucleo. Bisogna essere seri e lavorare con coscienza, a tutti i livelli, anche sul fronte della comunicazione, per dare voce a quelle realtà penalizzanti, a quegli spaccati familiari che non appartengono alla carta patinata, ma a quella dimensione casareccia e di piazza, dove le difficoltà per arrivare a fine mese non sono un’eccezione quanto, purtroppo, una regola.
E allora non si può continuare la giostra dei tavoli di concertazione o dei convegni celebrativi se prima non si riesce a restituire alla famiglia il vero ruolo di fulcro della società nella sua dinamica di crescita, favorendo un progetto di vita, che non annienti legittime aspirazioni e sacrosante aspettative di felicità, prevedendo anche la possibilità di intervenire con agevolazioni fiscali e con la realizzazione di nuovi posti di lavoro. Fabriano e Matelica, le due tappe dell’evento annuale della Fisc, sono state una buona base di preparazione in vista di Milano con il Family 2012 di fine maggio, evitando inutili astrattismi o passaggi autoreferenziali, al di là dell’inevitabile ricorrenza del centenario de “L’Azione” che non poteva rimanere dietro le quinte. Per questo ci siamo mossi su ogni fronte, coinvolgendo anche le scuole in un premio giornalistico sul tema famiglia. Una sorta di stimolo e di incentivo per i giovani, ma anche il segno educativo di un lavoro che va fatto fin dall’inizio per far maturare una visione autentica su ciò che c’è in gioco e su quello che ci sta a cuore.
Sul manifesto dell’evento campeggiano due elementi che non possono passare inosservati: la cifra del 100 è costruita con due zeri che simboleggiano due fedi nuziali, l’emblema di un’unione tesa all’eternità. E sotto al titolo del convegno ecco quattro persone che si tengono per mano. Ovvero i componenti di una famiglia. E quando l’unità passa attraverso il gesto stringente di una “catena” umana che è per sempre, non ci sono paura psicologica o pressione fiscale che tengano…

Carlo Cammoranesi, direttore de L'Azione di Fabriano

 
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