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Al fine di favorire la riflessione e il coordinamento di varie associazioni nazionali che si interessano alla comunicazione, è stato costituito il Copercom (Coordinamento per la comunicazione)
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Copercom con Bagnasco
Il Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) si associa alla preoccupazione espressa dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che...
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Sì a legge su fine vita
Il tavolo dei presidenti del Copercom (Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione) ha approvato il seguente Ordine del giorno in relazione al dibattito...
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Delle Foglie: nuovo presidente Copercom
“Ascoltare, dialogare e promuovere. Sono le tre linee guida che dovranno caratterizzare l’attività futura del Coordinamento per un impegno comune”. È l’invito...
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Legge su "Fine Vita"
09
Sep
2011
L'eutanasia del cruciverba PDF Stampa E-mail
di Domenico Delle Foglie   
cruciverbaIl 48 orizzontale: Morte provocata per pietà. Il cruciverba non lascia scampo. La risposta giusta, nove lettere: eutanasia. "Giusta" per modo di dire. Nel senso che si tratta di una domanda costruita su un pregiudizio che moralmente assolve chi metta in atto un tale gesto. L’evocazione della pietà come movente per un atto senza ritorno pone le condizioni per un’ampia giustificazione morale e include prepotentemente la scelta eutanasica nell’orizzonte del possibile. Trascurando il piccolo, ma non lieve particolare, che l’eutanasia non è contemplata nel nostro come negli ordinamenti di mezzo mondo e che ancora oggi essa è rifiutata dalla maggior parte delle culture, a ogni latitudine. Anche se in tante realtà nazionali, vedi il caso della Gran Bretagna, pur restando un crimine, l’eutanasia non sempre viene rigorosamente perseguita.
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23
Jul
2011
La questione è l'eutanasia PDF Stampa E-mail
di Assuntina Morresi   
vitafragileLa legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento deve ancora essere definitivamente approvata al Senato, dopo le modifiche apportate dalla Camera dei deputati, e c’è già chi ha annunciato un referendum per abrogarla. Addirittura, qualcuno fra i più zelanti nemici della legge ha dichiarato la propria mobilitazione preventiva fin da questa settimana per raccogliere le firme, come se le consultazioni popolari si potessero svolgere su norme non ancora in vigore: basterebbe questo per dare l’idea della carica ideologica che c’è dietro certe posizioni sedicenti liberali.
In realtà questa sulle Dat è una delle leggi più condivise della legislatura, approvata, in entrambi i rami del Parlamento, da ampie maggioranze trasversali, quasi sempre con voto segreto, a garanzia della libertà di coscienza dei singoli parlamentari: eppure, secondo i suoi detrattori, sarebbe una norma voluta contro la maggioranza degli italiani, da un Parlamento lontano dal sentire comune della gente.
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16
Jul
2011
Un dovere da condividere PDF Stampa E-mail
di Mario Melazzini (*)   
regoleOggi, una certa corrente di pensiero ritiene che la vita in certe condizioni si trasformi in un accanimento e in un calvario inutile, dimenticando che un’efficace presa in carico e il continuo sviluppo della tecnologia consentono anche a chi è stato colpito da patologie altamente invalidanti di continuare a guardare alla vita come a un dono ricco di opportunità e di percorsi inesplorati prima della malattia. In questi tempi in cui si parla sempre più, con scarsa chiarezza, di diritto alla morte, del principio di autodeterminazione, di autonomia del paziente, si deve lavorare concretamente sul riconoscimento della dignità dell’esistenza di ogni essere umano che deve essere il punto di partenza e di riferimento di una società che difende il valore dell’uguaglianza e si impegna affinché la malattia e la disabilità non siano (o diventino) criteri di discriminazione sociale e di emarginazione.
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