Banner in alto

I cristiani devono sentirsi responsabili di fronte ai mondi della comunicazione, dell’educazione e delle scienze, per far sentire la presenza della Chiesa nella società e animare con intelligenza, nel rispetto della loro legittima autonomia, i diversi linguaggi dell’arena pubblica
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
Copercom con Bagnasco
Il Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) si associa alla preoccupazione espressa dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che...
Leggi tutto...
Sì a legge su fine vita
Il tavolo dei presidenti del Copercom (Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione) ha approvato il seguente Ordine del giorno in relazione al dibattito...
Leggi tutto...
Delle Foglie: nuovo presidente Copercom
“Ascoltare, dialogare e promuovere. Sono le tre linee guida che dovranno caratterizzare l’attività futura del Coordinamento per un impegno comune”. È l’invito...
Leggi tutto...
Banner
Banner
«  novembre 2017  »
lmmgvsd
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930 
17
Jun
2012
Se un giudice ricorda che la vita... PDF Stampa E-mail
di Assuntina Morresi   
anoressiaC’è un giudice in Inghilterra. Un giudice che di fronte all’esistenza travagliata di una donna anoressica di 32 anni che vuole lasciarsi morire di fame, ha deciso per l’alimentazione forzata, nella sentenza che ha definito «la più difficile della mia vita».
Quella della giovane inglese è una vita intrisa di dolore, e costellata di sconfitte. Abusata sessualmente all’insaputa dei suoi genitori dai quattro agli undici anni, a tredici è entrata nel tunnel dei disturbi alimentari e dell’abuso di alcolici. Ha cercato di uscirne, studiando per diventare medico, ma ha interrotto l’università per una delusione d’amore: dal 2006 è ricaduta nei problemi di sempre – alcool e bulimia/anoressia – e da un anno rifiuta i cibi solidi. Considera la propria esistenza un «puro tormento» e vuole solo morire. I suoi genitori si sono arresi e vorrebbero accontentarla, e veder finire tutta questa pena. Da quanto riportato dai media, la donna sembra del tutto consapevole e pare abbia formulato la richiesta di morte in piena coscienza, determinata ad andare fino in fondo.
E d’altra parte le condizioni fisiche in cui si trova sono così critiche che anche alimentata forzatamente, e sottoposta a terapie di supporto piuttosto onerose, le sue probabilità di sopravvivenza non superano il 20%. La donna, insomma, ha smesso volontariamente di nutrirsi, e rifiuta consapevolmente qualsiasi cura.

 
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
RocketTheme Joomla Templates