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I cristiani devono sentirsi responsabili di fronte ai mondi della comunicazione, dell’educazione e delle scienze, per far sentire la presenza della Chiesa nella società e animare con intelligenza, nel rispetto della loro legittima autonomia, i diversi linguaggi dell’arena pubblica
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2012
Media e minori: rompere il silenzio PDF Stampa E-mail
Delle_Foglie_Mugerli_e_Bustaffa“Rompere il silenzio e rendersi protagonisti giocando fino in fondo la propria responsabilità educativa”. Lo ha detto ieri sera Franco Mugerli, presidente del Comitato media e minori, intervenendo al primo modulo 2012 del laboratorio on line “animatori cultura e comunicazione” del Copercom sul tema “Media e minori: quale tutela per quali diritti?”. “Si può fare molto, ma pochissimi si muovono. Al Comitato arrivano segnalazioni” però “non sono ancora sufficienti. La verità – ha affermato Mugerli – è che anche la stragrande maggioranza delle associazioni cattoliche sono silenti e non collaborano”.
Un “peccato di omissione”, lo ha definito Paolo Bustaffa, responsabile del laboratorio.
Per il presidente del Coordinamento, Domenico Delle Foglie, è necessario “fare massa critica, come fa il Copercom, e animare il dibattito pubblico” affinché “si giunga a un codice unico di regolamentazione di tutti i media, compresa la pubblicità e tutto ciò che ruota attorno al web, e, in particolare, i social network”. I diritti per la tutela dei minori, ha proseguito Mugerli, “sono disattesi” e si riscontrano “continue violazioni”. I minori sono esposti, spesso, “a immagini di violenza e di sesso”. È “una problematica che sembra non esistere”. Invece “è presente ed è più importante di quel che si pensi”. Il risultato è che “il peso maggiore ricade sulle famiglie e non su chi fa la televisione”.
Delle Foglie ha ricordato che “il tema della tutela dei minori è nello Statuto del Coordinamento” e che “due delle 29 associazioni aderenti, Age e Agesc, hanno sollevato il problema delle Commissioni di revisione cinematografica” nelle quali “sono preponderanti le rappresentanze dei produttori, che soffocano quelle dei genitori”.
Il quadro legislativo e le prospettive non sono rassicuranti perché, ha dichiarato Mugerli, ci sono “poche norme”. Occorrerebbe, invece, “più responsabilità da parte del legislatore”, ma anche “un maggiore sussulto di indignazione e di proposizione delle famiglie”.
Insomma “un vero ‘far west’ comunicativo”, come sottolinea il Manifesto del Copercom a tutela dei minori.
“La sfida delle nuove tecnologie va affrontata ma – ha osservato Delle Foglie – un genitore quarantenne non è detto che conosca il mondo dei social network e dei new media e che sappia gestirlo. La nostra società credo che chieda troppo ai genitori, agli insegnanti e ai sacerdoti”. Di fronte “a un ragazzo che cerca amicizia in un social network, cosa potrebbe fare un educatore?”. Forse, ha concluso Delle Foglie, “sollecitare i ragazzi a raccontare ciò che gli accade nella Rete”.

Per rivedere la puntata, clicca qui.
 
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