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I cristiani devono sentirsi responsabili di fronte ai mondi della comunicazione, dell’educazione e delle scienze, per far sentire la presenza della Chiesa nella società e animare con intelligenza, nel rispetto della loro legittima autonomia, i diversi linguaggi dell’arena pubblica
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Le prime voci dal territorio PDF Stampa E-mail
laboratorioPubblichiamo i primi messaggi degli Amici che hanno partecipato al modulo primaverile del Laboratorio on line dedicato a “Minori e media: l’educazione alla prova” e la risposta del vicepresidente Paolo Bustaffa, responsabile delle attività di formazione del Copercom.

URGONO METODOLOGIE ATTIVE

Ho ascoltato con grande interesse alcuni degli interventi trasmessi e in particolare mi sono particolarmente soffermato a riflettere, occupandomi da anni della formazione metodologica dei catechisti e dei religiosi, sul contributo relativo alla trasmissione della fede, i nuovi media e modalità di comunicazione da parte di don Giacomo Ruggeri. Ho apprezzato e condiviso integralmente le considerazioni emerse, rispetto alle quali desidererei sottolineare due degli aspetti trattati: il primo relativamente al bisogno di utilizzare, con competenza e costanza, i nuovi social network; il secondo rispetto all’esigenza di una nuova catechesi che veda sempre più presente l’interazione-elaborazione dei contenuti trattati da parte dei ragazzi, o adulti che siano, superando l’obsoleto modello classico didattico ancora molto utilizzato. Credo siano due aspetti importantissimi ed urgenti. In particolare, relativamente al secondo, come suggeriva don Ruggeri, occorre aiutare le catechiste o altri animatori biblici a dotarsi di metodologie attive, espressive ed esperienziali che permettano un incontro vivo tra la Parola e la vita concreta dei partecipanti ai gruppi.
Ho potuto più volte osservare che laddove ci si è formati insieme, superando la “lezione frontale”, apprendendo e proponendo metodologie attive, a portata delle capacità medie di apprendimento dei catechisti, il coinvolgimento dei partecipanti si è particolarmente innalzato; la motivazione alla partecipazione, spesso molto fragile, è decisamente cambiata. Se Gesù ha trasmesso la Parola facendo leva sui bisogni delle persone alle quali si rivolgeva, partendo sempre dalla vita quotidiana dei partecipanti, testimoniando e condividendo esperienze concrete, sono certo che, nel nostro piccolo, possiamo percorrere strade nuove, più creative ed efficaci per incontrare la Sua Parola.

Giovanni Brichetti

A VOLTE LA CHAT CI DISTRAEVA

Colgo volentieri l’invito ad esprimere un parere in merito alla formazione appena conclusa. È stata molto interessante. L’unica nota critica è stata la chat, nel senso che l’interazione tra i partecipanti allontanava un po’ dal discorso che faceva il relatore, in quanto per seguire le domande o i commenti dei partecipanti sulla chat ci si distraeva dalla relazione in studio. Personalmente avrei preferito una chat non di gruppo! Per il resto tutto ok, peccato che non ci venga rilasciato un documento che attesti la partecipazione al corso. Potrebbe essere utile soprattutto per chi come me è insegnante. Continuate così! Grazie.

Marinet
 
NO AGLI ECCESSI DI TEORIA

Abbiamo potuto apprezzare la scelta e la varietà degli argomenti, le novità introdotte in questo nuovo ciclo (disposizione a salotto, il porre in evidenza una frase del messaggio del Papa...). Chiederemmo una maggior esemplificazione dei temi trattati che, a volte, sono troppo teorici. In particolare ci riferiamo all’incontro del 16 maggio, “Media e minori: come far emergere e valorizzare il positivo”, e a quello del 30 maggio, “Media e minori: cosa cambia nell’educare alla fede?”, dove l’eccesso di teoria è andato a discapito della comprensione dei contenuti esposti. Nel ringraziarvi per la cura e la puntualità nel predisporre e rielaborare i singoli eventi, porgiamo cordiali saluti.

Lucia, Graziella Baldo e gli amici della parrocchia S. Maria Annunziata di Fossolo (Bologna)

Carissimi amici, vi ringrazio per queste prime tre risposte “apripista”… perché sono certo che altre seguiranno. Così il secondo modulo 2012 del Laboratorio Copercom on line potrà essere ancor più rispondente alle attese degli animatori cultura e comunicazione. Devo aggiungere - sempre con gratitudine - che in questi interventi vengono messi in rilievo aspetti tecnici e contenutistici con un tono e uno stile comunicativi che incoraggiano a migliorare: sia chi è in studio sia chi è nei luoghi collegati.
Si tornerà presto sui temi accennati.
Aggiungo solo che accanto alle valutazioni sul laboratorio sarebbe bello e utile affiancare una scheda di presentazione delle iniziative e delle esperienze nell’ambito della cultura-comunicazione: soprattutto nel territorio c’è una miniera inesplorata di perle preziose e il Copercom considera un suo compito portarle alla luce per condividerne la bellezza con tutti.

Paolo Bustaffa, vicepresidente e responsabile delle attività di formazione del Copercom


 
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