Banner in alto

Al fine di favorire la riflessione e il coordinamento di varie associazioni nazionali che si interessano alla comunicazione, è stato costituito il Copercom (Coordinamento per la comunicazione)
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
  • Associazioni Copercom
Copercom con Bagnasco
Il Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) si associa alla preoccupazione espressa dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che...
Leggi tutto...
Sì a legge su fine vita
Il tavolo dei presidenti del Copercom (Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione) ha approvato il seguente Ordine del giorno in relazione al dibattito...
Leggi tutto...
Delle Foglie: nuovo presidente Copercom
“Ascoltare, dialogare e promuovere. Sono le tre linee guida che dovranno caratterizzare l’attività futura del Coordinamento per un impegno comune”. È l’invito...
Leggi tutto...
Banner
Banner
«  settembre 2017  »
lmmgvsd
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 
12
Jun
2012
Palinsesti tv e qualità della vita PDF Stampa E-mail
palinsesti_tvVolentieri pubblichiamo l’intervento di Remigio Del Grosso sui lavori del Laboratorio Copercom “Minori e media: l’educazione alla prova”. A seguire altri tre messaggi pervenuti nell’ambito dell’iniziativa “Dite la vostra!”. Restiamo in attesa di altri contributi da parte dei nostri lettori.

Pur non essendo un educatore di professione, ho seguito con molto interesse la vostra iniziativa ed ho particolarmente apprezzato i contributi di tutti i partecipanti, sia degli invitati in studio, sia degli ascoltatori che, forse caso più unico che raro, sono stati parte integrante dei “laboratori”. Dal mio parziale punto di vista, cerco di portare avanti un discorso che convinca quanti operano nei media a mirare al miglioramento della qualità dell’offerta, nell’interesse non solo dei fruitori dei vari servizi, ma delle stesse imprese di comunicazione che dovrebbero tendere ad una qualificazione sempre maggiore della loro immagine. Se per quanto concerne la cosiddetta “Rete”, la difesa degli utenti maggiormente a rischio di “inquinamento” è sostanzialmente demandata alla vigilanza dei genitori, delle istituzioni ed anche ad una efficace media education, per quanto riguarda invece l’offerta televisiva (ma anche quella pubblicitaria), sarebbe legittimo attendersi un sussulto di responsabilità da parte di coloro che realizzano i palinsesti (o le campagne). Perfino l’organizzazione dei pubblicitari (Upa), in occasione di un’audizione davanti al Comitato Scientifico Rai di cui ho fatto parte, ha ammesso che alcuni inserzionisti scelgono ormai con quali trasmissioni abbinarsi, per difendere l’immagine del loro marchio rispetto a programmi considerati trash. Bisogna far comprendere, in sostanza, al grosso pubblico che tutelare la sensibilità degli utenti più indifesi, giovani e persone meno preparate, non è solo un problema di vigilanza e di sanzioni per gli eventuali trasgressori delle norme che pure esistono, bensì una sacrosanta battaglia per migliorare la qualità della vita, di cui – purtroppo o per fortuna non so – una parte significativa è occupata dall’interazione dei cittadini con i vari strumenti multimediali. Cercare di rendere consapevoli dei propri diritti quante più persone possibili e coinvolgerle nel perseguimento degli obiettivi auspicati sono state, ritengo, le intenzioni sottintese alla base della vostra meritoria iniziativa che andrebbe estesa e pubblicizzata maggiormente. Grazie di cuore. Cordialità

Remigio Del Grosso
 
TRASCURATO IL PESO DELLA PUBBLICITÀ

Il tema della pubblicità non è stato affrontato nella prima puntata del Laboratorio. Mi riferisco a quella del 2 maggio su “Media e minori: quale tutela per quali diritti?”, alla quale sono intervenuti Franco Mugerli e Domenico Delle Foglie. Durante il collegamento è stato posto il tema, ma poi lo si è tralasciato. Ora, leggendo i primi commenti nella rubrica “Dite la vostra!”, mi è tornata in mente la questione. Ricordo che Giorgio Bocca ripeteva spesso che il mondo pubblicitario non solo influenza la stampa, o meglio la condiziona, ma ha contribuito a diminuirne la qualità e la credibilità. “Oggi la verità non interessa più a nessuno” e “l’editoria è sempre più al servizio della pubblicità”, disse poco prima di morire. Così come ricordo che gli stilisti Dolce e Gabbana, per una critica ricevuta a un loro ristorante di Milano dal “Sole 24 Ore”, minacciarono di togliere al giornale la pubblicità. Tutti i quotidiani rincorrono la televisione e non badano alla qualità dell’informazione. Le notizie più leggere trovano ampio spazio. Per non parlare di quelle che fanno pubblicità più o meno indiretta. Non si fanno quasi più inchieste e l’approfondimento ai tempi di Internet lo si è riposto in soffitta. Vengo alla domanda: come possiamo difendere i minori dall’influenza della pubblicità che oramai troviamo anche sulla Rete, luogo peraltro privilegiato dai ragazzi per informarsi?

Francesco Dionigi

NO AL CELLULARE PER LA PRIMA COMUNIONE

Sono la mamma di due bambini che già si accostano al computer. In una puntata del Laboratorio ho sentito dire che addirittura qualcuno pensa di regalare il cellulare in occasione della prima Comunione. Forse un po’ di prudenza in più non guasterebbe da parte di noi genitori. E magari si potrebbe parlarne anche durante la preparazione al sacramento, per restituirgli il suo significato effettivo. Guai se il telefonino dovesse segnare il passaggio alla vita piena dei cristiani. Sarebbe il segnale dell’ennesima vittoria del materialismo.

Emanuela

GRAZIE, MI AIUTATE A PENSARE

Grazie per queste osservazioni: mi aiutano a pensare! Per favore, tenetemi aggiornata sulle vostre attività perché mi interessano! Grazie.

Chiara Rainero
 
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
RocketTheme Joomla Templates