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I cristiani devono sentirsi responsabili di fronte ai mondi della comunicazione, dell’educazione e delle scienze, per far sentire la presenza della Chiesa nella società e animare con intelligenza, nel rispetto della loro legittima autonomia, i diversi linguaggi dell’arena pubblica
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Copercom con Bagnasco
Il Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) si associa alla preoccupazione espressa dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che...
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Sì a legge su fine vita
Il tavolo dei presidenti del Copercom (Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione) ha approvato il seguente Ordine del giorno in relazione al dibattito...
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Delle Foglie: nuovo presidente Copercom
“Ascoltare, dialogare e promuovere. Sono le tre linee guida che dovranno caratterizzare l’attività futura del Coordinamento per un impegno comune”. È l’invito...
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Jul
2012
Quale cultura da comunicare? PDF Stampa E-mail
insegnante_e_alunniVolentieri pubblichiamo un approfondimento della dottoressa Pia Pezza che interviene nel dibattito sollevato dal Laboratorio Copercom “Minori e media: l’educazione alla prova”.

La comunicazione e la sua cultura, intesa quest’ultima come l’insieme dei fattori che intervengono nei processi comunicativi, hanno subito una rapida e complessa evoluzione che pone attualmente prospettive più ampie, allargate a nuovi ambiti e che necessitano di maggiori attenzioni e sensibilità per conoscerli e coglierne le dinamiche.
In particolare, per quanto riguarda media e minori, vanno moltiplicandosi le riflessioni circa le criticità e i punti di forza, sempre più approfondite e che individuano contenuti e comportamenti per trasformare le criticità in opportunità di crescita e maturazione. Tuttavia, sembra esservi scarsa attenzione, talora nessuna, ad alcuni aspetti ritenuti irrilevanti e che costituiscono invece la premessa affinché i media diventino punti di forza.
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29
Jun
2012
Nasce il sito d'informazione agensir.eu PDF Stampa E-mail
europa_bandiereÈ attivo da oggi all’indirizzo www.agensir.eu il sito di Sir Europa, servizio d’informazione europea nato nel 2001, rafforzato negli anni anche grazie alla collaborazione con il Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), con la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) e la rete dei corrispondenti dalle Chiese cattoliche dei Paesi europei. Il sito bilingue, in inglese e in italiano, propone “lanci”, articoli e reportage, approfondimenti sull’attività politica e legislativa delle istituzioni europee, con particolare riguardo all’attualità sociale, culturale ed economica. Editoriali e commenti sono affidati a intellettuali e a figure ecclesiali di diversa nazionalità. “Si tratta - spiega il direttore dell’agenzia Sir, Paolo Bustaffa - di un ulteriore passo avanti verso la realizzazione di un servizio europeo d’informazione cattolica che, coordinato dalle sedi di Roma, Bruxelles e Bratislava, seguirà con puntualità la vita e il pensiero delle Chiese e delle istituzioni continentali. Una prospettiva professionale, che si richiama al ‘Cortile dei gentili’ e nella quale s’inseriscono il dibattito culturale, il dialogo ecumenico, il dialogo interreligioso. In questa esperienza è attiva una sinergia con le agenzie cattoliche di dieci Paesi europei”. Il nuovo sito verrà presentato in questi giorni all’incontro Ccee che si apre oggi a Edimburgo.
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28
Jun
2012
Internet la democrazia necessaria PDF Stampa E-mail
di Juan Carlos de Martin   
edemocracySul rapporto tra Web e democrazia si è scritto e detto molto, a partire da Obama 2008 per arrivare ai successi del Movimento 5 Stelle in Italia e del Partito Pirata in Germania. È stata una discussione spesso poco produttiva. Un anno fa, ad esempio, in molti criticarono la tesi che Twitter e Facebook avessero direttamente causato la Primavera araba.
Peccato, però, che nessuno di serio sostenesse tale tesi. Come è chiaro, infatti, anche al più entusiasta fan dei social network, tali strumenti sono facilitatori di determinati movimenti sociali, non certo cause prime. Per non parlare del fatto che Twitter e Facebook possono anche essere usati a fini di sorveglianza, delazione e propaganda. Insomma, un ruolo complesso, impossibile da ridurre a formule semplicistiche né in un senso (Internet non conta nulla) né nell’altro (Internet provoca rivoluzioni).
Più di recente, parlando di Movimento 5 Stelle e di Partito Pirata, si è diffusa una posizione anch’essa, a mio avviso, di scarsa utilità analitica: “la democrazia non può ridursi a Internet”, spesso accompagnata da allusioni a presunti pericoli della Rete. Di nuovo, tutti d’accordo: ovvio che la democrazia non possa ridursi a Internet. Ma proprio per questo, osservazione poco utile.
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27
Jun
2012
Tv a maglie strette PDF Stampa E-mail
di Pier Luigi Fornari   
pericolo_tv«Sono vietate le trasmissioni televisive che possono nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori, e in particolare i programmi che presentano scene di violenza gratuita o insistita o efferata ovvero pornografiche». Così recita il nuovo articolo 34 del testo unico della radiotelevisione adeguato alle esigenze di una tutela più efficace degli utenti più giovani. Il nuovo testo recepisce i rilievi della Commissione europea in materia, applicando i precetti suggeriti espressamente dal Comitato per la tutela dei minori, dotato di una specifica competenza nel campo. Il provvedimento è una attuazione della delega prevista dalla legge comunitaria. Il decreto è stato varato ieri a Palazzo Chigi su proposta dei ministri dello Sviluppo economico, Corrado Passera, di quello degli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, e di concerto con i ministri degli Esteri, della Giustizia, dell’Economia e finanze. Il testo è stato sottoposto anche al parere delle competenti commissioni di Camera e Senato di cui ha raccolto le indicazioni. Il criterio generale adottato è quello di un affinamento delle tutele adeguandole allo sviluppo dei media, ed operando una distinzione tra il regime delle trasmissioni cosiddette “lineari” (in chiaro o a pagamento) e quello delle trasmissioni cosiddette “non lineari” (o “a richiesta”).
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