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I cristiani devono sentirsi responsabili di fronte ai mondi della comunicazione, dell’educazione e delle scienze, per far sentire la presenza della Chiesa nella società e animare con intelligenza, nel rispetto della loro legittima autonomia, i diversi linguaggi dell’arena pubblica
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Copercom con Bagnasco
Il Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) si associa alla preoccupazione espressa dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che...
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Sì a legge su fine vita
Il tavolo dei presidenti del Copercom (Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione) ha approvato il seguente Ordine del giorno in relazione al dibattito...
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Delle Foglie: nuovo presidente Copercom
“Ascoltare, dialogare e promuovere. Sono le tre linee guida che dovranno caratterizzare l’attività futura del Coordinamento per un impegno comune”. È l’invito...
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15
May
2012
“Uno di noi”, campagna europea del Mpv PDF Stampa E-mail
di Pier Giorgio Liverani   
Mpv_Life_Day_2012Domenica prossima, 20 maggio, sarà il primo life day continentale. Nell’immensa aula Paolo VI, migliaia di cittadini dell’Unione Europea daranno per la prima volta il via, con una richiesta di vita, a quella forma di democrazia diretta introdotta nei patti costituzionali dell’Europa dal trattato di Lisbona e che comincia con la raccolta di almeno un milione di firme di cittadini europei di almeno sette Stati dell’Unione. «Ma il nostro obiettivo è di andare ben oltre questi numeri minimi», afferma Carlo Casini, parlamentare europeo e di fresca e unanime rielezione a Presidente del Movimento per la Vita italiano, promotore dell’“evento”.
Lo scopo? Ottenere che il diritto comunitario riconosca la dignità umana fin dal concepimento. La richiesta, che a queste condizioni deve obbligatoriamente essere presa in considerazione dal Parlamento, si esprime in tre brevissime parole: «Uno di noi». Sì: l’essere umano è tale fin dal momento in cui i gameti dei genitori si fondono in un’unica cellula e questa condizione dev’essere giuridicamente riconosciuta dall’Europa.
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15
May
2012
Le “buone prassi” al laboratorio Copercom PDF Stampa E-mail
Internet_giovaniCome far emergere e valorizzare le buone prassi? Quali iniziative promuovere a scuola e in famiglia per aiutare i giovani nel loro rapporto con i media? Saranno questi i temi al centro del prossimo incontro online organizzato dal Copercom nell’ambito del primo modulo 2012 del laboratorio “animatori cultura e comunicazione”. La diretta, che si potrà seguire domani a partire dalle ore 21 su www.copercom.it, offrirà l’occasione per illustrare due “pratiche virtuose”: l’uso della Lavagna interattiva multimediale, presentata da Massimo Angeloni, presidente dell’Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti medi) Lazio, e la creatività del comico padovano Filippo Borille che, insieme a don Marco Sanavio (diocesi di Padova), promuove esperienze di educazione all’uso delle nuove tecnologie per ragazzi (nelle scuole ma anche in gruppi di catechesi) e anziani. L’appuntamento, come ogni mercoledì, sarà introdotto da un fatto d’attualità collegato al tema. In conclusione, una citazione tratta dal messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2012.
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14
May
2012
«Io e Zuckerberg ad Harvard» PDF Stampa E-mail
di Vincenzo Latronico   
M._ZuckerbergMark Zuckerberg (nella foto) e io siamo nati nello stesso anno, il 1984. Nel 2004 ci siamo trovati per un paio di settimane nello stesso edificio, un dormitorio di Cambridge, Massachusetts, a poche porte di distanza - lui studiava a Harvard, io ero in visita. La persona che mi ospitava mi ha parlato del suo sito - una cosa interna all'università, che ai tempi si chiamava Thefacebook. Sono passati otto anni: io ho pubblicato due romanzi, lui ha creato un sito con 900 milioni di iscritti. Oggi, a pochi giorni dalla quotazione sul Nasdaq, è stimato intorno ai cento miliardi di dollari; in questo periodo, quindi, Mark l'ha fatto crescere di circa sessanta milioni al giorno. Anche la domenica.
Raccontare la storia di Facebook significa fare un elenco di smisuratezze. Il sito è nato per facilitare la comunicazione fra compagni di corso, e oggi ha quasi un miliardo di iscritti; si è inserito in modo più o meno profondo nella vita di milioni di persone, che lì si conoscono, si scrivono, condividono link, musica, video; per molti ha trasformato irrimediabilmente l'essenza stessa della Rete, accendendo (o cavalcando, o parassitando, a seconda del punto di vista) la cosiddetta rivoluzione dei «social media».
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14
May
2012
Così la Rai perde qualità e spettatori PDF Stampa E-mail
di Aldo Grasso   
Radiotelevisione_Italiana_Milano_towerMaggio orribile per la Rai in prime time. Il compito di un servizio pubblico tradizionalmente «misto» come quello italiano (ovvero finanziato da un canone, non particolarmente elevato, e dalla raccolta pubblicitaria limitata da «tetti») sarebbe quello di essere «centrale» nel primo come nel secondo campo, offrendo prodotti che il mercato non offrirebbe, magari evitando il rischio dell'isolamento snobistico.
A guardare i programmi e i dati di maggio, è difficile individuare un barlume del primo come del secondo obiettivo. Due clamorosi flop della settimana dimostrano che, a furia di abbassare il livello della qualità e di affidarsi a programmi imbarazzanti, non solo non si eleva il gusto popolare, ma si finisce per far scappare persino il pubblico meno attrezzato. Giovedì sera Rai2, già particolarmente in crisi d'identità e ascolti, ha proposto l'inguardabile «Italia Coast2Coast», una sorta di spericolato inseguimento del peggio della tv locale. Risultato: una manciata di 820mila coraggiosi che hanno resistito, per uno share del 3,2%, in gran parte composto da ultra 65enni.
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