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I cristiani devono sentirsi responsabili di fronte ai mondi della comunicazione, dell’educazione e delle scienze, per far sentire la presenza della Chiesa nella società e animare con intelligenza, nel rispetto della loro legittima autonomia, i diversi linguaggi dell’arena pubblica
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Copercom con Bagnasco
Il Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) si associa alla preoccupazione espressa dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che...
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Sì a legge su fine vita
Il tavolo dei presidenti del Copercom (Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione) ha approvato il seguente Ordine del giorno in relazione al dibattito...
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Delle Foglie: nuovo presidente Copercom
“Ascoltare, dialogare e promuovere. Sono le tre linee guida che dovranno caratterizzare l’attività futura del Coordinamento per un impegno comune”. È l’invito...
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May
2012
Simone: a rischio l'idea del sapere PDF Stampa E-mail
di Luca Gallesi   
Mouse_e_manoRaffaele Simone non è solo un linguista di fama internazionale, ma è anche un critico attento e severo dei nuovi mezzi di comunicazione, che modificano il nostro modo di pensare e di rapportarci con la realtà. Il suo ultimo libro, Presi nella Rete (Garzanti, pagine 232, euro 17), è una lucida e disincantata analisi della nuova dimensione virtuale: domenica alle 12 l’autore lo presenterà insieme con Franca D’Agostini presso la Sala Blu del Lingotto di Torino, nell’ambito del Salone internazionale del Libro.

Professor Simone, in che modo Internet ha modificato il nostro modo di pensare e di comportarci?
«La Rete, per esempio, esalta la vista “simultanea”, deprimendo quella sequenziale, cioè la capacità di seguire una scansione di segnali ordinata per estrarne un senso, come facciamo nella lettura. In Rete la procedura tipica è lo zapping, lo zompo da un sito all’altro, da un “francobollo” all’altro, da un url all’altro, col rischio di smarrire il senso di quel che stiamo facendo.
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10
May
2012
Chi salva un bimbo, salva il mondo PDF Stampa E-mail
di Patrizio Ciotti   
Don_Di_Noto“Chi salva un bambino, davvero salva il mondo intero”. Lo ha affermato don Fortunato Di Noto (nella foto), fondatore e presidente dell’associazione Meter, intervenendo ieri sera all’affollata diretta web del laboratorio online “animatori cultura e comunicazione” del Copercom sul tema “Media e minori: come prevenire e come affrontare i rischi?”. “Un bambino amato difficilmente viene abusato. I genitori che sanno amare i propri figli riescono a cogliere meglio i loro segnali. Un abbraccio, una parola affettuosa e la dolcezza di un genitore possono fare molto”.
“L’ambiente virtuale ha effetti reali”. Qualunque cosa di negativo accada in Rete “si ripercuote sulle persone, soprattutto sui minori. Bambini e ragazzi vengono lasciati soli davanti al pc. Al di sotto dei 13 anni – ha denunciato don Di Noto – si calcola che siano oltre 300mila gli iscritti ai social network con generalità false”. Così “corrono il rischio di essere adescati dai pedofili”. Insomma, “non possiamo permettere che i nostri ragazzi abbiano 500 contatti su un social network con sconosciuti che entrano in casa”, senza che “un padre e una madre si chiedano cosa facciano e quante ore rimangano connessi”.
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10
May
2012
Web e tv, adolescenti pigri e insonni PDF Stampa E-mail
di Avvenire   
GlAdolescenti_incollati_davanti_al_pci adolescenti sono malati di sedentarietà: il 60% di loro passa 10-11 ore al giorno incollato a una sedia. Dall'indagine emerge inoltre che tra i ragazzi Facebook e gli smartphone sono ormai fenomeni di massa. E che per guardare la tv o navigare su Internet gli adolescenti vanno a dormire dopo le 23. È l'allarme lanciato dalla Società Italiana di Pediatria nell'indagine "Abitudini e stili di vita degli adolescenti", che ha coinvolto un campione nazionale rappresentativo di 2.081 studenti (1.042 maschi e 1.039 femmine) frequentanti la terza media inferiore.
Tra le dieci e le undici ore al giorno seduti: così trascorrono la loro giornata - in periodo scolastico - il 60% degli adolescenti. Con tutti i rischi che ciò comporta in termini di insorgenza di malattie croniche in età adulta. Dalle tre alle quattro sono in media le ore trascorse davanti a uno schermo, tv e/o pc che sia, alle quali si sommano le quattro ore passate nel banco a scuola (stima riduttiva), l'ora e mezza destinata a pranzo e cena, e l'ora e mezza dedicata ai compiti. La causa principale di questa "epidemia di sedentarietà" è il sommarsi del tempo trascorso davanti alla televisione a quello trascorso a navigare in Internernet...
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09
May
2012
Media e famiglia, sì alla conferenza nazionale PDF Stampa E-mail
MannaIl Copercom incoraggia e sostiene la proposta di convocare una Conferenza nazionale su mass media e famiglia. Nel corso dei lavori odierni del Coordinamento delle associazioni per la comunicazione è stata approvata all’unanimità una mozione con la quale “il Copercom aderisce alla proposta lanciata dal Forum delle Associazioni familiari di convocare una conferenza nazionale su mass media e famiglia, per affrontare finalmente in modo organico e strutturale con tutte le parti in causa (famiglie, politica, scuola, istituzioni, mass media) il tema della regolamentazione e della tutela, partendo dalla proposta del Forum di una legge quadro sulla comunicazione”.
Ai lavori del Copercom è intervenuta, in veste di relatrice, la dottoressa Elisa Manna (nella foto), responsabile del Settore politiche culturali del Censis, che ha affrontato il tema “Media, minori e questione antropologica”. Da lei un affresco della sfida culturale che attende tutti i soggetti educativi dinanzi “al big bang dei nuovi media che ha acuito nuovamente le preoccupazioni, soprattutto per quanto riguarda gli effetti a lungo termine, quelli di natura socio-antropologica”.
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