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I cristiani devono sentirsi responsabili di fronte ai mondi della comunicazione, dell’educazione e delle scienze, per far sentire la presenza della Chiesa nella società e animare con intelligenza, nel rispetto della loro legittima autonomia, i diversi linguaggi dell’arena pubblica
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2012
Settimanali Fisc, voce da rafforzare PDF Stampa E-mail
di Vincenzo Corrado   
Francesco_Zanotti_in_redazioneSono tante ancora le incertezze sul futuro di centinaia di testate, soprattutto locali, nonostante il rifinanziamento del Fondo per l’editoria, che da 47 milioni è passato a 120 milioni. “Una boccata d’ossigeno per le aziende editrici, che già avevano messo per intero a bilancio i crediti vantati verso lo Stato, considerati da sempre i più sicuri ed esigibili. Certezza ormai venuta meno in questo particolare frangente storico”, commenta Francesco Zanotti (nella foto), presidente della Fisc, Federazione cui fanno capo 185 testate cattoliche locali. Su 185 solo una settantina percepisce contributi per un totale che non raggiunge i 4 milioni di euro. “Briciole di contributi”, li definisce Zanotti, visto che “nel complesso le circa 70 testate tirano 5-600 mila copie, danno lavoro a 4-500 persone per un fatturato complessivo di almeno 30-35 milioni di euro”. In queste settimane si stanno elaborando nuovi criteri di assegnazione dei fondi. Intanto, il 12 aprile, la Fisc sarà ricevuta da Paolo Peluffo, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, con delega all’Informazione e alla Comunicazione. Ma qual è lo “stato di salute” dei giornali Fisc? Vincenzo Corrado, per il Sir, ne parla con il presidente Zanotti.

Qual è la situazione attuale?
“Al momento i contributi relativi all’anno 2011, stando alle ultimissime notizie raccolte, sono nella misura del 70%. Il governo si sta adoperando per arrivare all’80%, grazie a risorse che dovrebbe recuperare dal cosiddetto ‘Fondo Letta’. Si tratta dell’80% dell’85% incassato dagli editori lo scorso dicembre. Siamo sempre in forte arretramento, come si può notare. Inoltre occorre comprendere l’incertezza nella quale si continua a navigare, perché stiamo parlando di contributi dello scorso anno e siamo ad esercizio di bilancio chiuso da quasi tre mesi”.

Sir

Per l'intervista completa clicca qui.

 
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