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2011
Il ritorno di un volto PDF Stampa E-mail
di Marco Deriu   
gp2_beatoLa cerimonia di beatificazione di Giovanni Paolo II domenica 1° maggio in piazza San Pietro è stata raccontata soprattutto attraverso le immagini. Così era avvenuto anche per le sue esequie, venerdì 8 aprile 2005, e per i gesti più significativi del suo intero pontificato, sempre ripresi da centinaia di telecamere e macchine fotografiche per essere rilanciati in tutto il mondo. Ma a dare inizio all’evento e a sancirne i passaggi solenni sono state le parole.
“Beatissimo Padre, il Vicario Generale di Vostra Santità per la Diocesi di Roma domanda umilmente alla Santità Vostra di voler iscrivere nel numero dei Beati il Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo II, Papa”. Così il cardinale Agostino Vallini ha dato il via al rito, aprendo la cerimonia con la richiesta ufficiale di beatificazione. Alle 10.37 Benedetto XVI ha pronunciato la formula tanto attesa dal milione e mezzo di persone in piazza e dai fedeli di tutto il mondo: “Noi, accogliendo il desiderio del Nostro Fratello Agostino Cardinale Vallini, Nostro Vicario Generale per la Diocesi di Roma, di molti altri Fratelli nell'Episcopato e di molti fedeli, dopo aver avuto il parere della Congregazione delle Cause dei Santi, con la Nostra Autorità Apostolica concediamo che il Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo II, Papa, d'ora in poi sia chiamato Beato e che si possa celebrare la sua festa nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni anno il 22 ottobre. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.
Oltre alle parole, le moltissime immagini: la folla prima in attesa e poi in festa, i primi piani sui volti commossi, assorti in preghiera, gioiosi, l’alternanza fra i totali e i dettagli di un avvenimento mediatico in grande stile. Come tutti gli eventi, soltanto chi l’ha vissuto in diretta televisiva ha potuto immergersi – seppure a distanza – nel clima e nell’atmosfera che avvolgevano la piazza. Le cronache immediatamente successive hanno potuto soltanto fissare alcuni tra i momenti salienti della celebrazione.
In internet per tutta la giornata di domenica si sono susseguiti i “flash” e gli aggiornamenti che raccontavano progressivamente lo svolgimento della cerimonia, accompagnati dalle foto istantanee immediatamente riversate in rete. E così anche chi non si è potuto trovare di fronte a uno schermo televisivo ma ha dovuto accontentarsi di quello di un computer o di un iPad ha avuto pane per i suoi occhi. La televisione è stata il mezzo protagonista con la lunga diretta di domenica mattina, preceduta da quella di sabato 30 aprile per la veglia. Successivamente, i primi a riprendere ampi stralci dell’evento sono stati, naturalmente, i telegiornali e i notiziari radiofonici, mentre i quotidiani online hanno pian piano trasformato gli aggiornamenti in cronache compiute.
Complice la mancata uscita delle edizioni cartacee lunedì 2 maggio, in conseguenza della Festa del lavoro, per quasi 48 ore sono state proprio le testate telematiche a fungere da punto di riferimento per chi cercava un resoconto dell’accaduto. Quelli che fino alla vigilia erano stati gli spazi dedicati a servizi speciali, approfondimenti e dossier in vista della beatificazione si sono arricchiti delle cronache relative al momento clou e, soprattutto, di crescenti documentazioni fotografiche.
Come sempre avviene in questi casi – basti pensare al matrimonio fra William e Kate di venerdì 29 aprile, di tutt’altro tenore – a caldo le gallerie fotografiche sull’evento e sui suoi protagonisti sono state le più cliccate, insieme ai link che mostravano filmati girati durante la celebrazione. Di vario genere i soggetti ripresi, dai gesti di Benedetto XVI alla bara di Giovanni Paolo II, dalla folta schiera dei cardinali alla folla assiepata dovunque, dall’ampolla con il sangue di Giovanni Paolo II agli applausi, dai sorrisi alle lacrime, dagli applausi ai malori, dalle autorità alle pose curiose di volti noti e meno noti, dalla suora miracolata al lumino acceso sul balcone dell’Angelus. Poi, progressivamente, hanno riconquistato spazio anche le cronache, gli approfondimenti e le notazioni sulle tante curiosità che abitualmente accompagnano un evento mediatico.
Ma tutto questo dispiegamento di mezzi non ha inficiato la profonda solennità del momento, accompagnata dalla gioia del popolo dei fedeli che, sia in piazza sia a distanza, ha ripreso a scandire l’incitazione che fin dalla morte di papa Wojtyla è diventata slogan: “Santo subito”. Con la beatificazione un altro passo è stato compiuto e un’altra pagina storica è stata scritta, anche attraverso i media, nella vicenda di questo straordinario Pontefice, grande comunicatore e grandissimo uomo.
Marco Deriu

SIR
 
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