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Al fine di favorire la riflessione e il coordinamento di varie associazioni nazionali che si interessano alla comunicazione, è stato costituito il Copercom (Coordinamento per la comunicazione)
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2011
Auditel multato. Va rifondato? PDF Stampa E-mail
AuditelSanzione di 1.806.604 euro ad Auditel per abuso di posizione dominante. Lo ha deciso l'Antitrust, secondo la quale si sono verificati abusi che hanno avvantaggiato i suoi principali azionisti, Rai e Mediaset. Ma Auditel presenterà ricorso al Tar del Lazio e confida "in una integrale riforma del provvedimento". L'istruttoria – precisa una nota dell’Ansa – era stata avviata alla luce di una denuncia di Sky che ancora venerdì scorso aveva duramente attaccato il sistema di rilevazione dei dati d'ascolto definendolo "ormai inadeguato rispetto alle reali esigenze del mercato" e chiedendo a tutti gli operatori di aprire un confronto per svecchiarlo, "in un'ottica di trasparenza, efficienza e non discriminazione". "Siamo trasparenti e moderni", aveva replicato allora il direttore generale della società Walter Pancini. Oggi per l'Antitrust "i comportamenti anticoncorrenziali della società, denunciati da Sky, hanno causato un pregiudizio significativo alle dinamiche competitive nei mercati della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo, dell'offerta dei servizi televisivi a pagamento e dell'offerta all'ingrosso di canali televisivi". Secondo l'Autorità la società "ha posto in essere tre abusi in grado di causare un pregiudizio significativo alle dinamiche competitive dei mercati della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo, dell'offerta dei servizi televisivi a pagamento e dell'offerta all'ingrosso di canali televisivi, avvantaggiando i suoi principali azionisti, Rai e Mediaset". In particolare Auditel secondo l'Antitrust ha "ingiustificatamente ostacolato, a partire dalla seconda metà del 2009 e fino al mese di ottobre 2010, la pubblicazione giornaliera dei dati di ascolto televisivi relativi a ciascun canale, distinti per ciascuna piattaforma di trasmissione (analogica, digitale, satellitare e Tv via internet); ostacolato, dalla seconda metà del 2008 e fino al mese di gennaio 2010, la pubblicazione giornaliera dei dati relativi alla voce 'Altre digitali terrestri'". Ha poi "erroneamente attribuito i dati di ascolto rilevati nel panel, nella fase della loro elaborazione, anche alla popolazione non dotata di apparecchi televisivi. Relativamente a quest'ultimo abuso Auditel dovrà comunicare entro tre mesi all'Autorità le misure adottate per la cessazione dell'infrazione". Secondo l'Antitrust "le condotte di Auditel hanno avuto un duplice effetto: da un lato hanno limitato fortemente le possibilità di crescita delle emittenti televisive che intendevano attuare strategie di erosione degli ascolti delle emittenti generaliste, anche diversificando le scelte di programmazione in funzione dei diversi comportamenti televisivi degli spettatori; dall'altro hanno protetto i canali delle principali emittenti generaliste dagli effetti negativi che sarebbero loro derivati dalla diffusione di informazioni sui dati di audience dei canali che si stavano significativamente riducendo a causa dei cambiamenti in corso. In questo modo Auditel ha garantito un vantaggio ai suoi maggiori azionisti (Rai e Mediaset)".
Sin qui la ricostruzione degli avvenimenti da parte dell’Ansa. Significativo il commento di Dino Boffo, direttore di Tv2000, affidato alle colonne di Avvenire. Boffo ha parlato di “sistema scoppiato”, confermando le sue precedenti denunce. “Auditel era tarato – ha precisato – su un assetto analogico che vedeva una pacifica supremazia del primo e del quinto canale. Una supremazia dei maggiori azionisti che andava confermata a tutti i costi”. Boffo fa notare che “in Europa il digitale terrestre è pensato per il pluralismo” e che “con la parcellizzazione degli ascolti, il sistema Auditel non è riuscito più a controllarli”. Il sospetto, insomma, è anche che i dati delle tv più piccole siano stati inglobati “per difetto” all’interno di quelle dominanti. “Con gli apparecchi digitali oggi, nelle case, è possibile calcolare al millesimo i telespettatori. Insomma, sempre nel rispetto della privacy, il sistema è da ripensare”.

 
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